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N. 12 del 31 marzo 2026

Il “Caso” Zurich: Chiarezza nei ruoli per un dialogo più efficace con le compagnie

Zurich

La Compagnia Zurich ha diffuso ieri una comunicazione che offre una lettura delle proprie scelte strategiche, messe in atto negli ultimi anni, contribuendo al contempo a chiarire e distinguere i ruoli e gli ambiti del confronto, rispettivamente a livello aziendale (GAZ) e nazionale (SNA).

La recente comunicazione del Direttore Commerciale di Zurich, Michele Colio, alla propria rete agenziale, non può essere letta come un semplice passaggio informativo. Merita, al contrario, un’attenta riflessione perché va oltre il contenuto contingente e richiama in modo esplicito un tema più ampio: quello della corretta architettura della rappresentanza. Il passaggio della lettera in cui la Compagnia richiama il livello nazionale del confronto ed il suo interlocutore naturale SNA appare particolarmente rilevante.

Si tratta infatti di un’indicazione che, nei fatti, contribuisce a chiarire un punto essenziale: la distinzione tra i diversi piani della rappresentanza non è una costruzione teorica, ma un elemento strutturale del sistema. In questo quadro, il ruolo del Sindacato Nazionale Agenti emerge nella sua evidenza. Non per rivendicazione, ma per funzione. È a livello nazionale che si collocano le questioni di sistema, gli equilibri complessivi del rapporto tra agenti e imprese, la definizione delle cornici contrattuali. È questo il terreno su cui si esercita una rappresentanza generale, che richiede visione unitaria, continuità e autorevolezza, come solo SNA sa esprimere. Parallelamente, resta pienamente legittimo e necessario il ruolo dei Gruppi Agenti aziendali, chiamati a operare sul piano della contrattazione di secondo livello. È in quella sede che si sviluppa il confronto diretto con la mandante, nella gestione degli accordi integrativi e delle specificità operative. Un ambito diverso, ma non meno importante, che trova la propria forza proprio nella chiarezza dei confini e nel rispetto dei reciproci ruoli, tra GAA e SNA. 

“Bisogna dare atto – commenta il presidente nazionale Claudio Demozzi- che il contenuto della comunicazione Zurich assume anche un ulteriore significato: sembra infatti prendere le distanze da una narrazione che, nel tempo, ha talvolta teso a sovrapporre i livelli della contrattazione o a ridefinirne impropriamente le competenze. Il richiamo operato dalla Compagnia contribuisce invece a riportare il dibattito su un terreno di maggiore linearità e coerenza. Non si tratta di stabilire primati, ma di riconoscere complementarietà. Due livelli distinti, nazionale e aziendale, che funzionano proprio nella misura in cui restano ben definiti e reciprocamente rispettati. È in questo equilibrio che si costruisce una rappresentanza efficace, capace di tutelare gli agenti e, al tempo stesso, di garantire interlocuzioni solide e credibili con le imprese”. 

 

Il Vicepresidente nazionale Sergio Sterbini chiarisce che “il Sindacato Nazionale Agenti, prendendo visione del documento, non può non cogliere come il riferimento al livello nazionale del confronto e al suo interlocutore naturale SNA si inserisca in un quadro che, negli ultimi tempi, ha talvolta generato letture non sempre allineate. In questo senso, il richiamo operato dalla Compagnia contribuisce a riportare il dibattito su un terreno di maggiore chiarezza. Non si tratta di rivendicare spazi, ma di riconoscere funzioni. E quella dello SNA, per storia, configurazione e rappresentatività, è inequivocabilmente una funzione di primo livello: è qui che si collocano le questioni di sistema, gli equilibri complessivi del rapporto tra agenti e imprese, la definizione delle cornici entro cui si sviluppano le relazioni contrattuali. Un ambito che richiede visione unitaria e capacità di rappresentanza generale. In parallelo, e in modo del tutto coerente, si colloca il ruolo del Gruppo Agenti Zurich (GAZ), chiamato a esercitare la propria funzione negoziale sul piano aziendale, nella trattativa dell’accordo integrativo (secondo livello, ndr). È questo il livello in cui si sviluppa il confronto diretto con la mandante, nel rispetto delle prerogative proprie del secondo livello. Ciò che emerge, quindi, anche dalla lettura della precisa comunicazione di Zurich, non è una sovrapposizione ma una complementarità: due piani distinti, entrambi necessari, che trovano forza proprio nella loro corretta delimitazione. Ed è forse proprio questo l’elemento più significativo: quando i ruoli sono chiari e riconosciuti, anche il dialogo ne beneficia, diventando più lineare, più efficace e, in definitiva, più utile soprattutto per gli agenti, ma anche per le Compagnie e quindi per il mercato”.

 

Mario Miotto, componente dell’Esecutivo Nazionale con delega agli Accordi e Mandati, tirato direttamente in ballo nella comunicazione diramata da Zurich alla rete agenziale, conferma come “in questa prospettiva, la disponibilità del Sindacato al confronto con la Compagnia non può che ritenersi un dato acquisito, così come il sostegno ai Gruppi Agenti nelle loro legittime prerogative, mettendo a loro disposizione la struttura, le relazioni, le esperienze e le competenze acquisite negli oltre 100 anni di storia sindacale SNA”.

 

Per quanto attiene alla distinzione, all’equilibrio tra contrattazione di primo livello (SNA-nazionale) e di secondo livello (GAA-aziendale), Sterbini non ha dubbi: “si tratta di un equilibrio che non avrebbe bisogno di essere ricordato, ma semplicemente praticato”.

 

Il Presidente nazionale Demozzi, in merito all’iniziativa della compagnia Zurich, tiene a precisare che a suo parere “non si tratta di un cambio di rotta; quello che emerge è piuttosto un ritorno ad un principio che dovrebbe essere naturale: la rappresentanza non si improvvisa e non si sovrappone. Si esercita nei luoghi e nei livelli che le sono propri, con serietà e coerenza.

Questionario AMLA: Ivass suggerisce che gli agenti coinvolgano le compagnie per la ricerca dei dati

AMLA

La vicenda del questionario inviato a una selezione di agenzie operanti nel ramo vita da parte dell’AMLA, nuova Authority europea per la lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo, continua a impegnare l’Istituto di vigilanza e le rappresentanze degli intermediari nella ricerca di una soluzione alla complessità dell’iniziativa.

Come si ricorderà, il questionario AMLA è finalizzato alla raccolta di dati e informazioni utili all’armonizzazione in UE delle metodologie di valutazione del rischio di riciclaggio del denaro e finanziamento del terrorismo. Il questionario, corposo e estremamente complesso, è redatto in inglese e non distingue, fra i destinatari delle domande, le agenzie di assicurazione dalle compagnie e da altri enti finanziari.

In occasione di una recente riunione in videoconferenza alla quale ha partecipato anche il Sindacato Nazionale Agenti, l’Ivass ha suggerito alle rappresentanze degli intermediari di informare i propri iscritti della necessità di rivolgersi alle rispettive imprese mandanti per ottenere i dati necessari alla compilazione del documento.

Il Sindacato sta predisponendo un documento di supporto alla compilazione, dove sono evidenziati anche i quesiti che è possibile compilare con i dati che dovrebbero essere forniti dalle compagnie. Il documento sarà diffuso nei prossimi giorni.

Gli agenti interessati, che sono quelli che hanno ricevuto dall’AMLA la richiesta di compilazione del questionario, possono rivolgersi agli uffici Sna di Milano per eventuali necessità di chiarimenti.

L’esordio operativo di questa nuova Autorità europea ha suscitato una certa confusione nel settore, e, agli occhi di chi osserva, ciò appare indicativo di uno scollamento di questa entità dal mondo reale, considerate le grandi difficoltà che l’iniziativa ha creato agli intermediari assicurativi.

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