N. 32 del 1 settembre 2025
Evasione assicurativa, fenomeno in crescita e con diverse sorprese
Quasi tre milioni di automobilisti circolano privi di assicurazione, procurando al sistema un danno che supera i 5 miliardi di euro all’anno. È quanto rivela uno studio della Commissione di studio R.C. auto del Sindacato Nazionale Agenti, coordinata da Paolo Bullegas e composta da Giacomo Castoldi, Carlo Colombo, Francesco Diana e Massimiliano Pro.
Ma il danno ricade inevitabilmente sulle spalle dei consumatori, chiamati, come ultimo anello della catena, a sostenere i maggiori costi di questo dilagante fenomeno. Mentre lo stato non ha introitato – e quindi non ha investito – le imposte sui milioni di euro evasi, il Fondo di garanzia vittime della strada, nel solo 2024 ha erogato 49 mila indennizzi per oltre 266 milioni di euro per sinistri causati da veicoli privi di copertura assicurativa.
“Il crescente numero di veicoli non assicurati – afferma il Presidente Sna Claudio Demozzi – rappresenta una minaccia per la sicurezza stradale e per l’equità sociale. È necessario un intervento coordinato e risoluto da parte di tutte le istituzioni coinvolte per affrontare questa problematica e tutelare le vittime degli incidenti stradali”.
Tra le cause del fenomeno, secondo la Commissione Sna, vi sono la crescente povertà e il fenomeno migratorio, oltre, più in generale, all’insostenibilità delle tariffe per chi deve assicurarsi per la prima volta.
La commissione R.C.auto ha individuato concrete proposte per contribuire alla soluzione del problema. “I nostri studi sul tema ci hanno portato ad individuare delle possibili strade da percorrere, per far rientrare nel sistema assicurativo chi effettivamente si trova in una condizione di debolezza economica con evidenti difficoltà nel sostenere i costi d’ingresso assicurativo, ma anche, e soprattutto, per stanare i troppi furbetti”, afferma Paolo Bullegas.
I dati della ricerca riservano alcune soprese: l’aumento del 12,8% del numero dei veicoli circolanti non assicurati è non è omogeneo sul territorio, ma, contrariamente al passato, risulta più contenuto nel meridione d’Italia (+3,5%), mentre è di gran lunga più elevato nelle regioni del nord, che registrano un + 24,8% rispetto al 2022. La Provincia di Trento è quella che registra il maggiore incremento, con un +65,2%, passando da 23 mila a 38 mila veicoli circolanti privi di copertura.
Lo studio della Commissione R.C. auto Sna è stato oggetto di interesse da parte della stampa nazionale e territoriale. I dati di dettaglio della ricerca saranno pubblicati in un articolo nel prossimo numero de L’Agente di Assicurazione, in uscita a settembre.
Il Sindacato aveva già messo in guardia gli agenti UnipolSai rispetto alle criticità derivanti dall’eliminazione del tacito rinnovo, evidenziando, fra le altre, la mancata previsione di una corretta remunerazione del maggior impegno necessario a gestire modalità di rinnovo che coinvolgerebbero non soltanto aspetti amministrativi, ma anche di compliance del ruolo degli agenti, tenuti a garantire comunque ai clienti coperture appropriate e completezza di informazione in una situazione che, di fatto, si configurerebbe, ad ogni rinnovo, come una nuova negoziazione con il cliente.
Lo scorso 5 agosto la Camera dei Deputati aveva approvato un Ordine del Giorno, presentato dall’On. Andrea De Bertoldi (LCD), del quale è nota la sensibilità alle problematiche della nostra categoria, che impegna il Governo “ad accompagnare le misure recate dal provvedimento in esame destinate alle imprese, con ogni iniziativa di competenza volta a verificare con attenzione l’evoluzione delle pratiche contrattuali nel settore assicurativo, in particolare l’eliminazione della clausola di tacito rinnovo, nonché a garantire che i consumatori e le imprese possano continuare a scegliere, in piena libertà, contratti assicurativi che prevedano la continuità automatica della copertura”. “Una soppressione generalizzata e non regolamentata della clausola di tacito rinnovo – recitava fra l’altro l’Ordine del Giorno approvato – comporterebbe il concreto rischio di interruzioni involontarie delle coperture, esponendo famiglie e imprese a rilevanti danni economici in caso di eventi avversi durante i periodi di scopertura; invero, il mantenimento della clausola di tacita proroga non incide sulla libertà contrattuale, né limita in alcun modo la concorrenza tra operatori assicurativi”.
Nella lettera recentemente inviata agli agenti UnipolSai, Sna aveva ribadito che il Sindacato “ha da sempre contrastato l’uso distorto dello ius variandi, così come tutte le forme di modifica unilaterale delle condizioni contrattuali che rischiano di minare il ruolo centrale dell’Agente nella relazione con il cliente, mettendone altresì a rischio il rapporto fiduciario con gli Assicurati”.
L’eliminazione del tacito rinnovo altro non è che una forma di deregolamentazione che concede ampio spazio all’introduzione di modifiche contrattuali che potrebbero essere pregiudizievoli per il cliente e andare a detrimento della figura dell’agente. Di fatto uno ius variandi ancora più semplice da gestire, per le imprese di assicurazione.
“Pur comprendendo le esigenze delle Imprese, connesse alla continua evoluzione del mercato – conclude la lettera di Sna agli agenti UnipolSai – riteniamo che ogni sperimentazione che possa incidere sulle dinamiche generali e quindi sul sistema dell’intermediazione assicurativa professionale nel nostro Paese, debba essere preceduta da un serio ed approfondito confronto, ampio e trasparente, con la Rappresentanza sindacale degli Agenti, e non limitarsi a tavoli paritetici tra singole Rappresentanze aziendali e rispettive singole Compagnie”.